Torino capitaleTra il 1849 ed il 1859, arrivarono a Torino esuli politici da tutta l'Italia per cui venne attrezzato un apposito Comitato di accoglienza. Tra questi nomi di spicco, divenuti poi importanti colonne della nostra cultura, figuravano Francesco De Sanctis, Antonio Scialoja, Pasquale Stanislao Mancini, Cesare Correnti, per citare solo i piu' significativi.
Nel frattempo vennero approvate le Leggi Siccardi, sull'abolizione del foro ecclesiastico (1850), fu costruita la Ferrovia Torino-Genova, ed iniziato il Traforo del Frejus. Su tutto questo grande fervore di passioni e di idee, emerse la figura del primo ministro di Vittorio Emanuele II, Camillo Benso di Cavour, (detto "il Tessitore") al quale va accreditato il merito della prima vera espressione politica e diplomatica. Nel luglio 1858, il Convegno di Plombieres concentra su Torino l'attenzione nazionale ed europea. Il 26 aprile 1859 fu la guerra. Torino visse nuovi momenti drammatici, minacciata dalle armate austriache. L'arrivo degli alleati francesi porto' le truppe piemontesi alla vittoria, seguita, purtroppo, da un armistizio assai penalizzante sul piano economico e politico. Torino fu nuovamente al centro di un grande fervore lavorativo ed in citta' giunsero le delegazioni che recarono il compiacimento degli altri stati italiani al Regno Sabaudo.
La storica impresa di Giuseppe Garibaldi consenti' di accorpare la Sicilia e l'intero Sud al resto della nazione per la prima volta unita. Il 18 febbraio 1861 fu inaugurato a Palazzo Carignano il primo Parlamento Italiano. Il 14 marzo venne votata la legge in base alla quale Vittorio Emanuele 11 assunse il titolo di Re d'Italia. Il 27 marzo dello stesso anno, Roma fu proclamata futura capitale del Regno e il 6 giugno, il conte Cavour - il grande autore dell'unita' nazionale - mori' nel suo palazzo a Torino che portera' per sempre il suo nome. Il trasferimento della capitale da Torino a Firenze, prima conseguenza degli accordi franco-italiani del settembre 1864 fu il primo smacco per la nostra citta'. Tra il 21 e il 22 dello stesso mese esplosero nel centro cittadino gravi tumulti per contestare questa decisione che si conclusero nel sangue con 30 morti ed oltre 200 feriti. Torino affrontera' il suo momento piu' terribile con una popolazione rapidamente passata da 200mila unita' a poco piu' di 20mila e questo per il trasferimento degli uffici ministeriali e la Corte dei Conti. Da questa situazione la citta' seppe riprendersi prima con il grande fervore culturale e poi con il commercio e i primi insediamenti industriali che portarono, nel 1889, alla fondazione della Fiat. Tra i diversi movimenti dell'epoca, e' da citare il "Socialismo dei professori" promosso da Edmondo de Amicis, Cesare Lombroso e Arturo Graf.
La prima rivoluzione industriale venne "benedetta" con il primo sciopero generale della storia avvenuto tra il 16 ed il 18 settembre 1904.